Un Posto al Sole: intervista al regista Gerardo Gallo

Un Posto al Sole

21 ottobre 1996, esordisce a Napoli una delle fiction più seguite in Italia: Un Posto al Sole. Per conoscere qualche curiosità abbiamo intervistato Gerardo Gallo, uno dei registi della fiction.

Gerardo, cosa significa essere regista per una delle fiction tv più seguite della storia della tv italiana?
Per me ha significato realizzare un sogno, un test per comprendere la forza della mia tenacia, nel voler perseguire e raggiungere un obbiettivo alto. Significa essere parte della storia dello spettacolo italiano, una palestra per i registi, una scuola per tutti quelli che ne prendono parte. 

"Un Posto al Sole" è da sempre l'alternativa alle fiction internazionali e regge bene il confronto di pubblico. Tecnicamente che differenza c'è tra girare "Un Posto al Sole" e, ad esempio, Beautiful? 
Tecnicamente la differenza la fa una protagonista non secondaria, che è la città di Napoli. Credo che la differenza con tutte le altre soap italiane e internazionali, la faccia la cura e l'impegno del dedicare alle riprese in esterni una buona parte delle storie. Il contatto con la temporalità che è sempre molto curata, il giorno in cui si va in onda è quello del calendario. Tecnicamente non credo ci sia molta differenza, nel senso che anche noi giriamo ogni giorno circa 16-18 scene in interni con due telecamere quindi con la stessa metodologia delle serie tv anche più ricche, e con circa 4 o 5 scene in esterni con la stessa tecnica, ma con la possibilità in base alle esigenze di sperimentare tante altre forme di ripresa. 

Quante ore servono per girare una singola puntata di "Un Posto al Sole"? 
Diciamo che per girare una puntata ci impieghiamo più o meno un giorno contando il numero di scene che si girano tra esterni e interni, più o meno una ventina al giorno. Ovviamente nella realtà non è proprio così perché sarebbe impossibile girare una sola puntata in un giorno, le scene che le compongono sono girate in ambienti e luoghi diversi e con attori differenti in base alle storie. Quindi noi di solito ogni giorno giriamo varie scene di vari episodi, che vengono pianificate per esigenze di produzione per rendere la macchina lavorativa più funzionale e poi tutto il materiale viene inviato al reparto montaggio che insieme al regista, lo assembla nelle puntate che vanno in onda. Diciamo che per completare una settimana di messa in onda televisiva, che sono 5 puntate, un regista dalla preparazione al montaggio finale ci mette quattro settimane. 

Ha qualche attore con cui preferisce lavorare e qualcuno con cui non va molto d'accordo sul lavoro? 
Il nostro ruolo è molto delicato, il regista ha su di sé tutta la responsabilità di portare a casa un prodotto televisivo fatto al meglio delle sue capacità. Il rapporto con gli attori, per quanto mi riguarda è fatto da rapporti personali diversi e da un modo di rapportarmi a loro, anche in funzione dei loro caratteri. Non è sempre facile perché lavorando con certi ritmi, devi spesso spingere tanto e chiedergli davvero tanto impegno e ovviamente tensioni o momenti difficili capitano. Ma come nelle vere famiglie tutto si risolve lì sul posto. Quindi non ti dirò con chi mi piace lavorare o con chi non mi piace lavorare, amo il mio lavoro e amo lavorare con le persone, che lo fanno con me con amore. 

Ci racconta un aneddoto o qualcosa di divertente accaduto sul set? 
Siccome sotto sotto sono un uomo romantico, mi piace ricordare il primo bacio tra Rossella e Niko, in questi casi sono sempre molto attento e so quanto siano importanti i dettagli, Giorgia l'attrice che interpreta Rossella era minorenne all'epoca del bacio e quindi un'attenzione maggiore in questi casi è necessaria. Per tutto il tempo ho preso in giro il padre, presente sul set per accompagnarla, ed è stato parecchio divertente. Poi la cosa che mi piace pensare, che da quel bacio poi, anni dopo, i due attori Giorgia e Luca abbiano scoperto di amarsi veramente ed oggi sono una magnifica coppia.
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