Chirurgia Plastica in Tumescenza Fredda: intervista al Dott. Raffaele Ceccarino

Tumscenza Fredda

Si sente ormai da anni parlare di Tumescenza Fredda, una innovativa tecnica anestesiologica-chirurgica messa a punto dal Dott. Raffaele Ceccarino, specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. La nostra redazione si è interessata all'argomento in virtù delle tante recensioni positive sulle pagine social del medico di origini partenopee, che attualmente, oltre a Napoli, ha esportato il suo protocollo anche ad Olbia, Cagliari e Milano, presso l'Ospedale San Raffaele.

Ci spiega in poche parole cos'è la Tumescenza Fredda?
La Tumescenza Fredda è una tecnica combinata anestesiologica per infiltrazione e chirurgica, che determina una efficace vasocostrizione e che riduce in modo consistente il sanguinamento intra e anche post operatorio. Essa combinata ad un innovativo protocollo chirurgico da me ideato rende gli interventi più brevi ed il post-operatorio meno duro da affrontare.
Durante la seduta operatoria i pazienti sono sempre vigili ed orientati; in questo modo possono essere dimessi, in tutta sicurezza, in tempi molto rapidi, dopo una breve osservazione post operatoria.

In cosa si differenzia dalla chirurgia plastica-estetica tradizionale?
La Tumescenza Fredda determina una buona analgesia locale ed una altrettanto importante vasocostrizione senza ricorrere a dosaggi tossici di anestetici o di vasocostrittori. Il paziente sottoposto a tale metodica andrà incontro a perdite ematiche minime, senza bisogno di sedazione o analgesia profonda.

Nei suoi video-tutorial su facebook spesso ripete che si può applicare a tutti gli interventi. Perché gli altri suoi colleghi non la utilizzano?
Perché ha bisogno di un training adeguato, non è insegnata in ambito universitario, ed è un mio protocollo sottoposto peraltro a tutela giuridica, per cui non è utilizzabile se non previa mia autorizzazione.

Anestesia locale contro anestesia generale: i pazienti come reagiscono da svegli durante gli interventi più lunghi?
Benissimo. Alcuni sono molto rilassati ed affrontano l'intervento in modo silenzioso e sereno, altri più esuberanti addirittura interagiscono con me, parlando e chiedendo dettagli dell'intervento che contestualmente eseguo. 

Parliamo di post-operatorio, di quanto si riduce rispetto agli interventi tradizionali?
Ovviamente è tutto legato ai pazienti, in modo soggettivo, ma in linea di massima, quasi tutti si alzano da soli dal tavolo operatorio e vengono dimessi circa due ore dopo l'intervento. La lunghezza del post-operatorio "casalingo" è variabile a seconda del tipo di intervento, ma in genere, rispetto alla chirurgia plastica tradizionale i tempi si riducono del 30-50%.
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